Esterno della chiesa nel contesto urbano

Chiesa di San Cristoforo a Cortona

Una piccola chiesa medievale nella parte alta di Cortona, dove affreschi trecenteschi, trasformazioni secolari e un organo ottocentesco raccontano oltre otto secoli di storia.

Dove

Nella parte alta del centro storico di Cortona.

Tempo

Circa 20–30 minuti, di più se vuoi osservare con attenzione gli affreschi e le opere conservate all’interno.

Atmosfera

Medioevo, arte sacra e silenzio nella parte alta di Cortona.

Da non perdere

Il ciclo di affreschi trecenteschi, la pala del 1710 e l’organo storico di Giovanni Banci.

Se hai poco tempo

Concentrati sugli affreschi trecenteschi e osserva la pala d’altare e l’organo storico.

Interno della Chiesa di San Cristoforo

Perché visitare la Chiesa di San Cristoforo

San Cristoforo permette di incontrare una Cortona diversa da quella dei grandi monumenti cittadini.

È un edificio raccolto, la cui importanza emerge soprattutto osservando ciò che il tempo ha lasciato sulle sue pareti.

Il motivo principale della visita è il grande affresco trecentesco oggi conservato sulla parete sinistra della chiesa. Originariamente decorava la zona absidale ed è una delle testimonianze superstiti della pittura medievale cortonese.

A questo nucleo più antico si sovrappongono opere e trasformazioni appartenenti ad altre epoche: la riorganizzazione settecentesca dell’edificio, la pala d’altare del 1710 e l’organo costruito nel 1856.

Visitare San Cristoforo significa quindi leggere, nello spazio di una piccola chiesa, diversi secoli della storia di Cortona.

Affreschi trecenteschi

Il ciclo superstite sulla parete sinistra racconta la parte più antica della chiesa.

Pala del 1710

La tela di Pasqualino da Recanati documenta il rinnovamento dell’altare maggiore.

Organo storico di Giovanni Banci

Lo strumento del 1856 mostra la fase ottocentesca della vita dell’edificio.

Una chiesa medievale nella parte alta di Cortona

San Cristoforo è probabilmente riconducibile al XII secolo.

La data del 1192, tradizionalmente associata alla sua consacrazione, era ricordata da un’iscrizione un tempo presente nell’edificio. La lapide non esiste più e quella documentata in epoca moderna era a sua volta una copia settecentesca di un’iscrizione precedente.

Un riferimento documentario più sicuro compare nel Decimario del 1274-1275, nel quale San Cristoforo risulta già indicata come chiesa parrocchiale.

Nel 1575 un incendio danneggiò gravemente l’interno della chiesa e accelerò le trasformazioni successive dell’edificio.

Ciclo di affreschi trecenteschi

Gli affreschi trecenteschi

Il grande affresco oggi sistemato sulla parete sinistra della chiesa decorava originariamente la parete absidale di San Cristoforo.

Il ciclo comprendeva sei scene narrative, due delle quali sono andate completamente perdute.

Le scene ancora riconoscibili raffigurano l’Annunciazione, la Crocifissione, l’Assunzione della Vergine e Cristo benedicente tra due angeli.

L’opera costituisce una delle testimonianze superstiti della pittura medievale a Cortona.

La sua attribuzione è stata discussa nel corso degli studi. Studi storico-artistici recenti hanno proposto confronti con la cerchia del Maestro di Paciano. Non si tratta di una paternità definitivamente accertata.

Un affresco che ha cambiato posizione

Il ciclo trecentesco era originariamente nella zona absidale e oggi si legge lungo la parete sinistra.

Questo spostamento rende la visita anche un racconto di conservazione oltre che di storia artistica.

La trasformazione settecentesca

Il 1705 segna un altro momento decisivo nella storia di San Cristoforo.

Gli interventi realizzati in quell’anno modificarono l’organizzazione della chiesa medievale, interessando in particolare l’area absidale e l’altare maggiore.

Pochi anni dopo, nel 1710, venne realizzata una nuova pala destinata alla chiesa.

La pala di Pasqualino da Recanati

La pala del 1710 inserisce San Cristoforo nel quadro delle committenze settecentesche cortonesi.

Anche senza una sezione fotografica dedicata, resta uno dei riferimenti principali della lettura interna della chiesa.

Organo storico di Giovanni Banci, 1856

Affreschi medievali

Osserva il ciclo trecentesco sopravvissuto sulla parete sinistra.

Organo ottocentesco

Guarda la cantoria lignea e la cassa dipinta dello strumento di Giovanni Banci.

San Cristoforo e la Cortona meno conosciuta

I dettagli architettonici dell’edificio accompagnano la percezione di una Cortona meno monumentale e piu raccolta.

La chiesa diventa cosi una tappa utile per leggere la trama urbana storica oltre i percorsi piu frequentati.

Una chiesa da leggere attraverso il tempo

San Cristoforo e la Cortona meno conosciuta.

Visitare San Cristoforo permette anche di allontanarsi per qualche momento dagli itinerari più frequentati del centro storico.

La sua posizione nella parte alta della città la inserisce in una Cortona fatta di pendenze, strade raccolte, edifici religiosi e scorci che raccontano un tessuto urbano formatosi nel corso dei secoli.

San Cristoforo può diventare una tappa per comprendere meglio la Cortona medievale e il rapporto tra i suoi edifici religiosi e la struttura storica della città.

FAQ

Quando fu costruita la Chiesa di San Cristoforo?

L’edificio è probabilmente di origine XII secolo. Una tradizione documentaria ricorda la consacrazione nel 1192, mentre San Cristoforo è attestata come chiesa parrocchiale nel Decimario del 1274-1275. Il 1192 non deve quindi essere considerato automaticamente come anno certo di costruzione.

Cosa vedere nella Chiesa di San Cristoforo?

L’opera di maggiore interesse è il ciclo di affreschi trecenteschi oggi collocato sulla parete sinistra. Nella chiesa sono inoltre documentate la pala del 1710 di Pasquale Andrea Marini e l’organo costruito nel 1856 da Giovanni Banci.

Cosa rappresentano gli affreschi di San Cristoforo?

Delle sei scene che componevano originariamente il ciclo ne sopravvivono quattro: Annunciazione, Crocifissione, Assunzione della Vergine e Cristo benedicente tra due angeli.

Gli affreschi si trovano ancora nella posizione originale?

No. Originariamente decoravano la parete absidale. Furono staccati per ragioni conservative nel 1958 e sono oggi collocati sulla parete sinistra della chiesa.

Chi dipinse gli affreschi di San Cristoforo?

L’autore non è documentato con certezza. Nel tempo sono state avanzate diverse proposte attributive. Studi storico-artistici recenti hanno evidenziato rapporti con la cerchia del Maestro di Paciano.

Cosa accadde alla chiesa nel 1575?

Il 22 agosto 1575 un incendio danneggiò pesantemente l’interno di San Cristoforo.

Chi realizzò la pala dell’altare maggiore?

La tela con la Madonna con Bambino con San Giacomo apostolo e San Cristoforo fu realizzata nel 1710 da Pasquale Andrea Marini, detto Pasqualino da Recanati.

La chiesa conserva un organo storico?

Sì. Sulla cantoria lignea in controfacciata è collocato un organo costruito nel 1856 da Giovanni Banci di Castiglion Fiorentino.

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca